PRO00307 Sale!

Mirabilis: Here and the Hereafter (with 2 bonus CDs) (Last Copies!)

$18.00 $16.00

Tracks

1 Hara
2 The City
3 Le Sorbier de l’Oural
4 Here and Hereafter
5 By the Waters of Babylon
6 Can She Excuse My Wrongs
7 Lokah Samastah Sukhino Bhavantu
8 Sanctuary of Mind
9 Today Is the Day
10 Da Znae Moma
11 O Care Thou Wilt Dispatch Me
12 Beneath the Continuum
13 Takeda No Komoriuta
14 Permafrost
15 Sanctuary of Mind (Sleepthief Remix)
16 Permafrost (Tundra Mix)

love it, share it

pinterest google

Here and the Hereafter is extremely limited; 300-unit CD edition in 4-panel ecoWallet with 8-page lyric poster.
Only 10 copies remain before it’s sold out

While supplies last, your purchase of
Mirabilis’ »Here and the Hereafter«
includes the first two albums for free*

* To save on shipping costs, the two additional CDs will not be in jewel boxes.
Their barcode will be struck.


Submerse yourself in the third ethereal/darkwave foray from Mirabilis featuring Dru Allen and Summer Bowman, two of the genre’s most-celebrated vocalists. As Mirabilis, these women go beyond the rock-hued sounds of their respective bands (This Ascension/Mercury’s Antennae and the Machine in the Garden) to create beautiful, vocal-centered originals alongside reinterpreted pieces ranging from medieval to pop.

As on their previous Projekt releases, 2004’s Pleiades and 2008’s Sub Rosa, Allen and Bowman weave their signature heavenly voices into a lush bed of dream-like harmonies amidst understated electronics, acoustic instruments, and majestic percussive elements. Their most diverse work to date, Here and the Hereafter transcends genres from cinematic, orchestral pieces to traditional folk and chant to spoken word. Accompanied by instruments including hammered dulcimer and recorder, these 16 tracks — with roots as diverse as Bulgaria, India and Japan — span ages and cultures, reality and dream.

By design Mirabilis has always sought to invite other like-minded creators to contribute to albums and performances. The new album marks the band’s first composition with long-time inspiration Monica Richards (Faith and the Muse), who writes and sings on the piece “Here and Hereafter” and introduces neoclassical/baroque vocalist and harpsichordist Lacy Rose at the helm for “Can She Excuse My Wrongs.” Mirabilis also renews its collaboration with Pete Murray (Lo-Pro, Life on Planet 9), who contributes programming on a number of tracks as well as mixes the album. Two remixes conclude Here and the Hereafter: the first a sparkling rendition of “Sanctuary of Mind” courtesy of Justin Elswick (Sleepthief), the other by Bowman, which adds a steady beat to the haunting and originally sparse “Permafrost.”

The words “here and the hereafter” suggest that presence which resides in us now and our enduring and profound connection to the creative force of life. Here and the Hereafter embodies the search inward of one’s own spirit and outward into the unknown.

Though brimming with musical styles and instrumentations, ultimately it is the exquisite interplay between the two vocalists that serves as the driving force on Here and the Hereafter. The vocals serve not just as conveyer of lyrics but also as a distinct instrument unto itself. This is a spellbinding, affirming work that transports the listener on a sweeping, emotional journey.

Reviews of their past work:

“It’s records like this which remind you where the term Heavenly Voices comes from.” – Mick Mercer

“Mirabilis has produced an ethereal recording, untethered by contemporary beats, unmarked by time. Pleiades is historically pungent and spiritually potent, and takes the listener both backward and forward through the ages.” – The Santa Barbara Independent

“Both powerful and seductive, the duo are the nearest we have to sirens in this age. But you really couldn’t hope for a finer soundtrack to sinking slowly beneath the waves.” – Liar Society

“From beginning to end the music is haunting and captivating as they spin their web of subtle synths, old-world instruments and lush vocals.” – Gothic Paradise

“Their music brings together both the dreampop and neomedieval sounds the Projekt label is known for, to impressive effect. Lots of very beautiful material here, from a band I’m keen to hear more from.” – Bliss Aquamarine

Released: August 29 2014

Weight .5 lbs
Artist

Mirabilis

Label

Projekt

Release Year

2014

Format

CD in 4-panel ecoWallet with 8-page lyric poster

Reviews

  1. Reviews Editor

    Review  –:

    From Onda Rock

    Mancherebbe solo un’ipotetica reunion dei This Ascension per consacrare il 2014 come l’anno del ritorno in pompa magna di Dru Allen. Prima l’avvio di un nuovo sodalizio con il tastierista ex-Translucia Erik R. Scheid, e l’uscita del primo parto a nome Mercury’s Antennae, e ora l’inatteso e insperato comeback di Mirabilis, ovvero la sua seconda identità creativa frutto dell’unione con Summer Bowman dei Machine In The Garden. Un’esperienza che dieci anni esatti fa sembrava destinata a riservarsi un posto fra i big del gothic statunitense, promessa che l’ingaggio da parte del deus ex machina Sam Rosenthal e il bel “Sub Rosa” avevano contribuito a rafforzare ulteriormente.

    E invece l’ascesa si era interrotta bruscamente nel silenzio, Dru era scomparsa dalle scene e del destino dei Mirabilis non si era saputo più nulla. Fino a quando, meno di un mesetto fa, Projekt aveva annunciato l’imminente arrivo di questo Here And The Here After, disco che sorprende ulteriormente per la decisa rottura con i precedenti dell’esperienza Mirabilis. Se nel passato del progetto l’ugola di Dru aveva infatti cavalcato possenti architravi gotico-neoclassiche, qui le due si reinventano discepole meno esoteriche dei primissimi Unto Ashes, rivedendo l’impianto generale in chiave puramente neo-folk e ri-arredando le proprie stanze con percussioni e pennellate sintetiche.

    Sedici brani, decisamente troppi, compongono la tracklist, equamente divisi fra calchi in stile di tradizionali folk e ottime canzoni nel senso più moderno e stretto del termine. Dru e Summer si confermano in ogni caso maestre nel praticare incantesimi in forma musicale: ne sono esempi calzanti la splendida elettro-ballad “The City”, la sognante apertura di “Hara, il mantra hindi di “Lokah Samastah Sukhino Bhavantu” e la passeggiata a tempi misti fra i banchi di nebbia di “Sanctuary Of Mind”. Episodi che, non a caso, fanno parte della seconda delle due categorie di cui sopra.

    Un potenziale minato però da una zavorra che aumenta a dismisura il peso complessivo della tracklist, e che si manifesta in gran parte nella seconda metà del disco. Sono in generale i calchi di cui si diceva a peccare spesso e volentieri di originalità: ma se l’intermezzo normanno di “Le Sorbier de l’Oural” e il canonico omaggio ai Dead Can Dance di “By the Waters Of Babylon” diluiscono ottimamente i passaggi più corposi, il quartetto a cappella che parte dalla (pure ottima) “Da Znae Moma” e si conclude con la nipponica “Takeda No Komoriuta” dà luogo a dieci interminabili minuti scarsi di puro stallo.

    L’esagerazione madrigale di “Can She Excuse My Wrongs” torna poi senza successo a cercare la strada dell’eredità classicista, mentre le interessanti venature trip-hop non riescono a sollevare le mancanze compositive della conclusiva “Permafrost”. Non brilla nemmeno il cameo di Monica Richards sulla spenta title track, mentre sui remix a cavallo tra trance e new age posti in coda è il caso di limitarsi a soprassedere. C’è il (solito) indiscutibile talento, c’è da premiare la voglia (ben meno usuale) di cercare nuove soluzioni sonore. Manca invece, stavolta, un equilibrio che renda grazia a quasi un’ora di musica. Le basi su cui proseguire (e da perfezionare) sono però ben solide. Rating: 6.5 (good) -Matteo Meda

  2. Reviews Editor

    Review  –:

    From Sounds Behind the Corner

    Già dal loro debutto nel 2004 con Pleiades s’intuiva il potenziale delle due ragazze texane; era allora l’inquieta, preziosa label Middle Pillar Presents a credere per prima in questo split senza presunzioni ma dalle grandi aspirazioni. In seguito, quattro anni dopo, Projekt le accoglie trionfali con Sub Rosa, album che decreta non solo il loro successo ma un importante riferimento per il medioeval sound in terra d’Oltreoceano, una scelta importante per Mirabilis e per la label.

    Split nato dalla fusione di Dru Allen (This Ascension) e Summer Bowan (Machine In The Garden), non è l’origine a determinarne il valore ma la perfetta sinergia tra due artiste in grado di avere personalità immediata e feeling con la musica; i due album di debutto non hanno affatto avuto problemi a centrare il bersaglio, potere della musica. Oggi Here And The Hereafter, un piccolo passo impuro verso un’ulteriore definizione della loro fusione simbiotica: se nei precedenti il profumo di campi di grano e sidro coinvolgeva reminescenze rinascimentali per due donzelle forti negli intenti, oggi una dose più corposa di synth aiuta a non perdersi in similitudini con il loro, ed altri passati, le quattordici tracce inedite, più due remix, del lenght.

    Tutto il disco è un minuetto gentile senza preclusioni: “Hara” è il cancello dal quale entrare nei soundscape delle Mirabilis, synth d’atmosfera in tensione e meraviglia diffusa sulle orme della regina del goth attuale, Monica Richards e la stessa non tarda a supportare le giovani damigelle arrivando al feudo del duo con la sua voce, una melusina americana, witch dentro, Dea nel profondo del suo essere artista.

    Il suo tocco vocale nella title-track è inconfondibile e s’incastona come quarzo citrino in un diadema cortigiano, stupenda… Elettronica non ovunque ma quando presente incide: “The City” ha tutti i titoli per aspirare a essere un tipico brano del nuovo goth americano contemporaneo oramai ben assestato nei suoi tanti riferimenti, dalla scena bostoniana sino alla California, al midwest, una camminata felpata e ben scandita da toni sottilmente apocalittici, aggraziati dalle voci delle singer.

    Poi tanto medioeval-style e di classe, entrando nelle corti di Francia con “Le Sourbiere De L’Oural”, al madrigalismo di “Can She Excuse My Wrongs” volando sino alle pendici dei monti sacri, ai Deva hindu con il mantra “Om Lokah Samastah Sukhino Bhavantu”, pace e armonia nell’esistenza perfetta del tutto è uno e l’uno è Universo, una planata nei chakra più profondi e yogici. Un album, inutile sottolinearlo di continuo, in grado di sorprendere dalla prima nota sino ai due remix finali, in chiave synth-pop, con grazia estrema, curati da Seepthief e dalla stessa Summer Bowan con “Permafrost”, elettronica gelida e danceable che ricorda lo stile elegante dei Siderartica di Elena Alice Fossi.

    Si potrebbe parlare per ore di Here And The Hereafter ma togliere il piacere della sorpresa è masochismo giornalistico: il fiore si dischiuderà nei vostri lettori, coglietelo e scopritene le screziature cromatiche. -Nicola Tenani

  3. Reviews Editor

    Review  –:

    From The Twin Cities Underground

    Last month I discovered on Facebook that the Texas neo-classical, goth band Mirabilis had a new album coming out in September called Here and the Hereafter. If you didn’t know who Mirabilis is, the band consists of two women Dru Allen of This Ascension and Summer Bowman of the Machine in the Garden. Without a blinking, I pre-ordered a physical copy of the album via Projekt Records which according to them is only limited to a certain number (how many I don’t know). As I am waiting for my copy of the album to come out later this month, I decided to listen to it on bandcamp. I am fairly familiar with the women’s work through Myspace and Youtube but just never bought their music until recently (loved that I will be getting their other two albums with my copy of Here and the Hereafter).

    What I heard on the new album sure didn’t disappoint me. The music reminds me of early Mediaeval Baebes but with only two women and nowhere as poppy sounding as the Baebes’ music has become over the recent years. The music is enchanting to listen to between the lush melodies and the women’s gorgeous vocals. If you love classical music with a hint of goth/darkwave, the new Mirabilis album Here and the Hereafter is worth listening to (and hopefully worth buying). I absolutely love the sounds of the harpsichord as well as hammered dulcimer. It is so refreshing to listen to instruments that have an organic sound to them or don’t overwhelm the women’s vocals. I chose Here and the Hereafter as my Album of the Week because I know I will be listening to it every day at least twice a day. I hope my readers will listen to the album. I think it is good to give your ears a break from all the stompy EBM 😉 -Rivet Grrrl

Add a review